Kiribati, il paradiso sta scomparendo

Kiribati, il paradiso sta scomparendo. Questo piccolo Stato sovrano composto da 33 atolli nel Sud Pacifico, sta per sparire dalla faccia della Terra: sarà la prima nazione del mondo a finire completamente sott’acqua, a causa del cambiamento climatico e dell’innalzamento del livello dell’Oceano.

Atolli a rischio

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L’allarme è stato lanciato già qualche anno fa, dall’ex presidente di Kiribati, Anote Tong (nella foto), e dai climatologi. Ma la novità, purtroppo, è che i tempi stanno accelerando. La notizia è stata rilanciata in questi giorni da VICE News.  “I nostri atolli sono colpiti con sempre maggiore frequenza da inondazioni e alte maree – spiega l’ex Presidente Anote Tong, portavoce della popolazione di Kiribati, intervistato da VICE News, “temiamo che, nell’arco di una generazione, il mare inghiottirà completamente la nostra terra”.  Tong ha ideato un piano per trasferire per tempo i 100.000 abitanti di Kiribati in un luogo sicuro. “Non vogliamo diventare profughi da un giorno all’altro” ha detto. Ha così acquistato oltre duemila ettari di terreno sull’isola di Fiji a uso esclusivo per i cittadini di Kiribati e ha proposto che ogni anno circa un centinaio di abitanti si trasferisca in Nuova Zelanda.  “L’altitudine media degli atolli del nostro piccolo Paese è di soli due metri sopra il livello del mare. Gli atolli sono formati da strisce di terra molto strette, senza nessuna montagna. Siamo sicuramente i più vulnerabili ed è per questo che siamo in prima linea per lottare contro il cambiamento climatico” spiega Tong nell’intervista rilasciata a VICE News. Ma le conseguenze del cambiamento climatico a Kiribati si sono già fatte sentire.  Alcune comunità sono state costrette ad abbandonare i propri centri abitati perché sono spariti: oggi vi è persino una chiesa isolata in mezzo all’oceano perché la marea ha ricoperto completamente la terraferma. “Mi trovavo in una di queste comunità quando un’ondata ha spezzato le barriere protettive che gli abitanti avevano eretto per difendersi dall’avanzata dell’Oceano” racconta l’ex presidente. “I raccolti sono stati distrutti, così come l’acquedotto. Non c’è futuro per quella comunità”.

Conseguenze delle inondazioni

kiribatiQuando le onde allagano la terraferma, il primo fenomeno è l’erosione che comporta la distruzione di abitazioni e manufatti. Ma l’arrivo di acqua salata compromette inesorabilmente le risorse di acqua dolce, che viene prelevata con gli acquedotti dal sottosuolo. “A Kiribati non ci sono fiumi né montagne” spiega Tong “la popolazione non può sopravvivere senza acqua dolce”.  Ma forse si può ancora fare qualche cosa per salvare Kiribati. “Il piano c’è, ma dove possiamo prendere le risorse per metterlo in atto?” chiede Tong. Una volta messi in salvo gli abitanti, la tecnologia consentirebbe di creare degli atolli galleggianti dove poi riposizionare la popolazione. Purtroppo il nemico non è solo l’oceano, bensì anche il tempo: secondo le previsioni degli esperti, Kiribati sparirà nell’arco di 30-50 anni (Focus).