Nuotando con le tartarughe marine

C’è qualcosa di molto poetico sull’Isola dei Conigli, a Lampedusa, e nelle poche altre isole del mondo dove da secoli le tartarughe marine tornano per deporre le uova. Un miracolo della natura che nemmeno gli esperti riescono a spiegare. Un miracolo compiuto dalle tartarughe marine, queste splendide creature che spesso nuotano lentamente accanto a chi fa diving nei mari più  belli del mondo.

Esistono 8 specie di tartarughe marine, suddivise in due famiglie: Chelonidae e Dermochelydae. Le tartarughe marine sono i pronipoti di antenati terrestri, tornati alla vita acquatica. Per questo motivo hanno un corpo più slanciato, di forme spiccatamente idrodinamiche, con gli arti trasformati in efficaci pinne natatoie. Il corpo è tipicamente racchiuso in un robusto ma leggero guscio, una piccola casa che garantisce protezione. Sono prive di denti, ma possiedono un becco corneo dai margini affilati (ranfoteca). Olfatto e gusto sono sensi molto sviluppati, attraverso i quali avvertono la presenza di predatori, ricercano il cibo e riconoscono il territorio. Pur essendo ben adattate alla vita acquatica, le tartarughe marine mantengono un forte legame con la terraferma, e questo spiega il ritorno alla spiaggia dove sono nate e dove per tutta la vita torneranno per deporre le uova. Le tartarughe sono molto sensibili ai cambiamenti introdotti dall’uomo nell’ambiente e particolarmente vulnerabili, anche a causa della loro lenta capacità di riproduzione che viene raggiunta solo dopo molti anni di vita (da 15 a 30 anni). Le femmine, pur deponendo più volte nell’arco di una stagione per un totale di diverse centinaia di uova, non nidificano tutti gli anni. I piccoli sono soggetti a una elevatissima mortalità in quanto preda di cacciatori sia durante l’avvicinamento all’acqua, subito dopo la nascita, sia in mare quando sono cuccioli, in quanto totalmente indifesi. E solo una percentuale minima di essi raggiunge l’età adulta.

Le tartarughe marine compiono importanti movimenti migratori. Alcune popolazioni sono tendenzialmente legate, sia per la riproduzione che per l’alimentazione, alle stesse aree; altre migrano su distanze più o meno lunghe. Le aree di riproduzione possono quindi trovarsi a distanze anche grandi dalle aree di sosta e di alimentazione in cui le tartarughe trascorrono i molti mesi che le separano da una nidificazione all’altra.