Come gustare i ricci di mare

I ricci di mare, o echinodermi, sono considerati delle vere e proprie prelibatezze dagli amanti della buona cucina. Possono essere utilizzati come condimenti per piatti tradizionali, ingredienti per speciali insalate, oppure mangiati crudi con succo di limone, come usano fare spesso gli abitanti delle nostre zone costiere, che conoscono bene le proprietà nutrizionali ed anche terapeutiche riconosciute a tutti i frutti di mare. Per poterli raccogliere servono maschera da sub, pinne, guanti per evitare punture e rete a sacco o retino capiente per la raccolta, è però importante essere informati anche sul modo, i posti e la normativa vigente relativa alla loro pesca.

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La pesca dei ricci di mare è disciplinata dal D. M. Del 12 gennaio 1995, essi possono essere pescati durante tutto l’anno, fatta eccezione per i mesi di maggio e giugno, ed esclusivamente in apnea. Inoltre non è possibile pescare più di 50 esemplari di almeno 7 cm di diametro al giorno. Prima di pescare, è comunque meglio informarsi presso le Capitanerie di Porto locali per eventuali modifiche regionali alla normativa nazionale così da evitare spiacevoli inconvenienti e sanzioni che arrivano alle denunce penali ed al pagamento di multe salate, dai 1.000 ai 6.000 euro, a seconda della gravità, oltre al sequestro della propria attrezzatura e del pescato.

Detto questo il resto è facile, i ricci prediligono le scogliere che emergono dalla costa e la loro presenza è facilmente visibile anche fuori dall’acqua, per cui basta “snorkelare” sotto le scogliere in pochissimi metri d’acqua per poterli raccogliere. Non tutti i ricci sono commestibili, del riccio si mangiano le uova, quindi bisogna pescare le femmine che hanno delle colorazioni rossastre o violacee sui tentacoli, inoltre, molto spesso, trascinano con sé delle foglioline di vegetazione marina, quasi a volersi nascondere sotto di esse. I ricco completamente neri sono vuoti e non commestibili, quindi da non considerare. Raccolti facilmente i ricci non resta che aprirli, una forbice non troppo grande servirà ad inciderli alla base per separarla dalla cupola, così facendo si estrae l’animale dal guscio e si lasciano le uova in strisce arancioni nell’interno del riccio.